Vi piace? Alla francese no?

Manipolazioni mediatiche sul bando di ampliamento della Galleria Borghese di Roma .
Realizzare costruzionii una sfida, specialmente nel centro storico e in prossimità di monumenti di notevole importanza.
Un metodo è manipolare l’opinione pubblica fino a creare una distinzione trainnovatori e conservatori, con questiultimi in una posizione di svantaggio, naturalmente. Questa discussionemi fa riflettere sulla questionedei parchegg a Roma; non solo ce nesono pochi, ma stanno anche diminuendo ulteriormente, secondo quanto affermano, per migliorare l’esteticae l’aspetto storico della città. Dunque, si decidedi ridurrei parcheggi, mentre si investe in strutture come biglietterie euffici amministrativi, ristrutturando persinopalazzi di grande valore artistico e storico.
La Galleria Borghese, prestigioso museo statale italiano situato nella suggestiva Villa Borghese Pinciana a Roma, rappresenta un gioiello inestimabile del nostro patrimonio culturale. Progettata all’inizio del XVII secolo come “villa di delizie” per il Cardinale Scipione Borghese, questa struttura fonde con maestria l’architettura delle antiche residenze suburbane romane con il concetto innovativo di museo all’aperto. È un luogo unico al mondo, tanto per la straordinaria bellezza quanto per l’importanza della collezione d’arte che ospita, attirando ogni anno migliaia di visitatori desiderosi di ammirare capolavori di artisti universalmente noti, come Bernini, Bronzino, Canova, Caravaggio, Raffaello, Perugino, Lorenzo Lotto, Antonello da Messina, Cranach,Annibale Caracci, Rubens, Bellini, Tiziano e tanti altri sommi maestri, un concentrato di bellezza straordinario.
Diventa, dunque, incomprensibile come si possa solo immaginare di alterare l’estetica e il valore di un’architettura così pregevole con un ampliamento di evidente stampo contemporaneo. Per quanto possa essere apprezzata la modernità di alcune soluzioni architettoniche odierne, esse rischiano di risultare completamente fuori contesto in un luogo di tale rilevanza storica. Eppure si parla di un investimento tra i 9 e i 10 milioni di euro, a carico della collettività, per costruire un nuovo padiglione che si speriamo corrisponda un piano lungimirante e rispettoso della storia. Qual è il reale scopo di questa operazione? Forse coinvolgere professionisti con interessi particolari che nulla hanno a che vedere con la valorizzazione del patrimonio culturale? Il bando non è stato ancora reso ufficiale, e tutte le informazioni diffuse finora potrebbero rivelarsi semplici speculazioni, da verificare solamente una volta presentato il progetto vincitore. Solo in quel momento si potrà esprimere un giudizio ponderato e stabilire se la proposta soddisferà le aspettative o meno. Potrebbe trattarsi dell’ennesima campagna manipolatoria, ma sarà impossibile stabilirlo con certezza prima di analizzare concretamente il progetto architettonico scelto. Nel frattempo, sta montando una sorta di clima allarmistico, alimentato sia da alcune riviste che, soprattutto, dai social media, tristemente noti per impoverire il dibattito pubblico riducendolo a semplificazioni frettolose, accuse e insulti. Questo fenomeno riflette un atteggiamento pregiudiziale verso ogni novità, contribuendo a perpetuare una paralisi che da tempo immobilizza Roma. Occorre sottolineare come persino tra i partiti che si dichiarano innovatori esista una forte componente reazionaria e conservatrice. Dopo le controversie sul taglio dei cipressi in Piazza Augusto Imperatore e sui lavori di riqualificazione della pavimentazione attorno al Colosseo, anche la vicenda della Galleria Borghese sembra destinata a monopolizzare l’attenzione di media e opinione pubblica.
Giovanni Lauricella
