Mario Nalli: molto più di un semplice pittore

Sono trascorsi circa sei anni da quel drammatico 2020, l’anno in cui il mondo intero si trovò sospeso, chiuso in casa, a sperare nella fine di una pandemia che pareva inarrestabile. In quei giorni bui e soffocanti, i tanto criticati social media si rivelarono un’ancora di salvezza, mantenendo viva quella sottile connessione umana che internet riusciva ancora a offrire. Erano tempi duri, tempi in cui la rassegnazione sembrava l’unico strumento per sopravvivere. Ma per gli artisti, quelle circostanze rappresentarono una sfida ancora più dura: niente spazi espositivi, niente vernissage, niente studi aperti o incontri. Un silenzio letale per l’arte e la creatività.

In questo clima asfissiante e senza speranza, Mario Nalli si distinse come un faro di luce. Con ingegno e passione, riuscì a dare vita a un progetto innovativo, ideando una forma di esposizione virtuale straordinariamente accessibile e curata nei minimi dettagli. Con pochi strumenti e tanta inventiva, Nalli creò un’esperienza che restituiva la sensazione autentica di trovarsi in una galleria d’arte, osservando da vicino i quadri degli artisti. Le mostre, vere e proprie esposizioni virtuali, venivano proposte con una cadenza regolare, proprio come in una galleria fisica.

Quando presentò la sua idea al pubblico su Instagram, sotto il nome evocativo “Apocriphal Gallery”, il risultato fu sorprendente. In un istante riaccese l’interesse sopito di numerosi artisti romani e appassionati d’arte, riportando stimoli ed entusiasmo a una comunità che sembrava essersi assopita nella tristezza generale del periodo. Mario non si limitò a raccogliere opere qualsiasi: il suo meticoloso lavoro di selezione portò alla ribalta artisti di grande spessore, personalità di rilievo che ben rappresentavano il talento della scena romana.

Con grande maestria e fantasia, Mario riuscì a trasformare un semplice scatola di cartone in una galleria d’arte in miniatura. Grazie alla sua cura per i dettagli, all’allestimento impeccabile degli spazi espositivi e alla disposizione delle opere, ogni mostra sembrava reale. Sfogliando le immagini sullo schermo del telefono o del computer, si aveva l’impressione tangibile di passeggiare per una vera galleria e di immergersi nello splendore delle opere d’arte.

Ogni esposizione della “Apocriphal Gallery” lasciava senza parole. Per mesi, più di un anno, questo spazio è stato un punto di riferimento unico nel suo genere: l’unica galleria “aperta” durante il rigido isolamento imposto dal Covid. E non solo aperta, ma in grado di proporre mostre di altissima qualità – probabilmente la migliore galleria romana online del periodo pandemico. Un progetto senza eguali nel mondo dell’arte virtuale.

Caro Mario, ciò che hai realizzato va oltre la semplice creatività: hai ridato speranza, consapevolezza e bellezza in un periodo segnato dalla solitudine e dalla perdita. Nessuna parola può realmente compensare ciò che hai fatto; ma il nostro grazie – quello mio e di tutti gli artisti romani – riecheggia forte per celebrare la tua capacità di donare nuovi occhi al mondo dell’arte quando ne avevamo più bisogno.

https://www.instagram.com/apocryphalgallery

Giovanni Lauricella

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