Aritmie del pensiero
Agostino Raff
Agostino Raff, veneto di adozione romana, autodidatta nelle 3 arti inderogabili, pittura, musica, poesia, ha pubblicato interventi su varie interviste, tra cui “Lunari di poesia 2000” – “Fermenti 2024” – “Mangiaparole 2024” … Conduce incontri poetici dal 2003, è autore di numerose sillogi in versi, ora raccolte in “Poesie 1990-2021” Ed. Il Simbolo a cura di Maurizio Gregorini. In verità ci sarebbe tanto da dire ma tanto per aggiungere qualcosa di lui è molto nota l’annuale rassegna di poeti tenuta all’Isola del Cinema all’Isola Tiberina dove hanno partecipato quasi tutti i poeti romani e il disegno del francobollo del compositore Max Reger (1873 – 1916) che potete leggere in uno splendido articolo di Davide Cortese su Alessandria Today
Testo critico su Aritmie del pensiero di Agostino Raff
Un leopardiano schietto e popolare che si sporca le mani nell’orrore della guerra.
Irrompe nella zona strategica tra le esplosioni, piange i morti e i feriti, nel sangue, nei crolli.
Lo sdegno contro l’imprinting umano della crudeltà – gramigna non sradicabile dal nostro genere – porta il poeta ad una sonorità massima del verso, ad una fitta iperrealistica descrizione del caos – discarica che finisce di bloccarsi nell’icastico.
Può l’autore eleggendo la deprecazione a tema, scalfire la violenza, la fatalità dei massacri che si auto generano tra gli umani?
Può risparmiare i 150 soldati al giorno che in media schiattano in Ucraina, le stragi a Gaza , quelle in Sudan eccetera? Sappiamo che la poesia non può farlo.
Ma Lauricella ha il coraggio di non tacere, ha il coraggio della disperazione.
E dall’accusa dell’ingiustizia politica e individuale che infierisce sul nostro privato di poveri, vittimizzandolo come fragile precario, insulso.
Al punto che – con sublime ingenuità – il poeta non può richiamare in causa il mito dei miti, la triade Donna, Sesso, Amore, unica luce nel mondo delle tenebre. Agostino Raff
Raggi Luciana, nata a Sogliano al Rubicone (FC) si è laureata presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna, vive a Roma. Ha pubblicato Sorsi di sole e Un bastimento carico di (2010), “Oltremisura” (2015) e il poemetto “S’è seduta”, utilizzato anche come testo teatrale (2017) Ed. Progetto Cultura, “Variazioni minime” (Ed, Lithos 2020) e La cruna della notte ( Ed. Ensemble, 2022). Ha curato una raccolta di zirudéli in dialetto romagnolo di Decio Raggi e, negli ultimi anni, antologie e lavori collettivi di vario tipo. Collabora con riviste letterarie e associazioni culturali. Terminata la sua attività di insegnante, per promuovere la poesia ha curato laboratori nelle scuole e da due anni, assieme a Maurizio Mazzurco, organizza la rassegna Poetando, col sostegno delle Biblioteche di Roma.
OLGA MATSYNA
COME GIORNALISTA
Olga Matsyna inizia a scrivere per “Forum International” occupandosi di attualità e di rapporti dell’İtalia con i paesi esteri.
Successivamente si specializza sugli argomenti artistici e culturali. Le sue pubblicazioni appaiono su “Slash Arts”, “Edicola Web TV”, “Roman Walks” (rivista romana di fotografia), “Gold Art” (rivista italiana di arti e cultura), “Q Cultura” (quotidiano italiano dedicato alle culture di varie nazioni), “Daria!” (rivista canadese di cinema).
Scrivendo su un evento di moda internazionale, viene pubblicata da “Forbes”.
Prende la tessera giornalistica con “Paese Roma” per cui segue i festival cinematografici di Roma e di Venezia.
Diventa la giornalista che scrive su pianta stabile su “Films Daily” di New York.
OLGA MATSYNA COME AUTRICE
Graditissima poesia di Olga Matsyna dedicata al poeta Giovanni Lauricella
A UN POETA POST-MODERNO
Ai tuoi versi, nudi e crudi,
come una verità
che nessuno si aspetta,
ai tuoi versi in libertà
voglio dare una risposta
perché nasce dal profondo.
Grazie di aver amato
questa vita e questo mondo!
Per mortifera che sia,
per un fiasco che sarà
è squisita poesia,
Vita, e tale rimarrà.
Per l’immondo e sbagliato
e ingiusto che il mondo è,
grazie di averlo amato,
l’amo anch’io, insieme a te.
Ci ferisce, ci appassiona
ci sconvolge e a volte dà
la profonda illusione
che un qualche senso ha.
Una sfilza di eventi
che accadono per te,
e per me, e per la gente
senza un’ombra di perché
Grazie a te che cerchi un senso
in ciò che è insensato, ahimè,
più alla poesia penso,
più la vivo. Grazie a te
Locandina evento
Testo critico di Marina Panetta
ARITMIE DEL PENSIERO. RIFLESSIONI A MARGINE DI UNA PRESENTAZIONE.
Facit indignatio versum (Giovenale, Sat. I, 79)
La raccolta di poesie di Giovanni Lauricella dal titolo Aritmie del pensiero (
Edizioni Croce, 2024) è stato presentata il 21 settembre scorso a Roma, presso
Bibliothè di Enzo Barchi, con interventi critici di Agostino Raff, Luciana Raggi, Olga
Matsyna, Marina Panetta.
Il titolo merita una riflessione perché contiene la chiave interpretativa dell’intera
raccolta ovvero della poetica dell’Autore.
‘Aritmia’ è un termine che normalmente si usa per indicare una anomalia nel
battito cardiaco. Il cuore è un organo strettamente legato alle nostre emozioni,
all’amore e al dolore, dunque alla poesia.
Ma in questo libro il lettore non troverà effusioni liriche, e nemmeno quelle
“intermittenze del cuore”, che Marcel Proust, da grande psicologo, e direi grande
fisiologo, ci ha rese familiari.
Nelle composizioni di Lauiricella siamo agli antipodi di tutto ciò: protagonista è
una mente analitica che si aggira in un labirinto di immagini, che rispecchiano il
degrado e lo spaesamento tipici dell’epoca che stiamo vivendo che, com’è noto,
fa ipotizzare la prossima fine di una fase storica.
Lauricella nei suoi versi ci accompagna in una peripezia quasi dantesca, attraverso
scenari urbani degradati e decadenti, esplorando le varie manifestazioni della
nevrosi dell’uomo contemporaneo, dalle dipendenze alla depressione,
dell’isolamento alla ribellione, dalla protesta sociale al grido contro la guerra.
È dunque la sua una poesia politica in senso alto, una poesia civile, che usa
volentieri i toni della satira, mescolando a concetti alti e sofferti delle espressioni
triviali, attinte dal romanesco basico dell’attualità.
Roma è indubbiamente lo sfondo, non dichiarato ma ben riconoscibile, dei versi di
Lauricella. Non è una Roma convenzionale, non si fanno concessioni al colore
romanesco né alla romanità colta, la metropoli è volutamente ritratta nella sua
quotidianita ormai omologata e disgregata. Se si considera poi che alcuni testi
sono stati recitati come performance en plein air, come a piazza della Moretta, o
in location teatrali non convenzionali, si comprende appieno il messaggio civile e
la particolare tonalità stilistica che lo esprime.. Consiglio anzi ai lettori di
immaginare queste composizioni come potenziali performance o come tracce di
un possibile Flash Mob, resi però silenziosi e immobili dalla pagina stampata.
Nella poetica di Lauricella ravvisiamo al primo impatto un legame tematico e
stilistico con la Beat Generation: un misto di ribellione, pessimismo e beffarda
caricatura, mentre il ritmo sincopato e la preferenza per le tinte fosche rievocano
il teatro splatter. Di contro si può riconoscere un’altra ascendenza, sottintesa e
sommessa, con gli autori di satira dell’antica Roma. Non erano anche loro mossi
dall’intento di castigare i vizi e le follie della società globale in cui vivevano e di cui
prevedevano il declino?
Al sentimento che li animava Giovenale dava nome indignatio, ovvero
indignazione. Con questo spirito raffinato, dunque, Lauricella delinea per noi
contemporanei lo skyline del comune scontento..
M.P.
CULTURA / EVENTO / POESIA / PUBBLICAZIONIAgostino Raff, Aritmie del pensiero, Luciana raggi, Marina Panetta, Olga Matsyna